Orfeo, il magazine degli studenti dell'Università di Ferrara

Daniele Capezzone

Change

Questa è un’intervista “campionata”, cioé un’intervista fatta esclusivamente dai lanci d’agenzia e dalle dichiarazioni di un determinato personaggio pubblico.

Dato che le risorse a disposizione sono alquanto esigue e non ci è possibile presenziare nella sala stampa di Montecitorio, l’intervista campionata di questo numero é all’ On. Daniele Capezzone. (Pdl)


Onorevole Capezzone, Come giudica l’operato del quarto Governo Berlusconi finora, visto che, anche se legittimato da una larga maggioranza e fautore di una notevole semplificazione politica nel Paese attraverso numerose manifestazioni sia l’opposizione che la società civile hanno espresso le proprie perplessità su moltissime iniziative dell’esecutivo?
Per l'Italia questo governo è l'ultimo treno, non so se dopo ci saranno altre chance. [...] Grazie all'attuale legge elettorale, molto meno peggio rispetto a come viene descritta, e grazie alla saggezza degli italiani è iniziata una nuova fase politica [...] Con l'opposizione bisogna discutere di cose concrete, tematizzare i dibattiti e abbandonare l'atteggiamento da vergini violate dai cattivi berlusconiani. (da Omnibus – LA7, 14 maggio 2008)

Quindi per lei, l’azione politica del Governo ha mutato decisamente rispetto alla legislatura 2001-2006 dove si vedeva una notevole disparità d’intenti tra maggioranza e opposizione, una sorta di “campagna elettorale permanente”.
Berlusconi, a parole e a chiacchiere, minaccia la guerra civile contro D'Alema e la sinistra, ma nei fatti sta già preparando, e praticando, il "soccorso azzurro". [...] Ci saranno liberali di destra e di sinistra desiderosi e capaci di opporsi a queste manovre? (da Radio Radicale, 7 maggio 2006)

Vede dunque una possibilità di dialogo? La sua posizione è oltremodo fiduciosa visto il clima politico in cui siamo abituati in questi anni. È compatibile con il Berlusconi che abbiamo conosciuto, quello del decisionismo, dei decreti legge e dell’abuso del voto di fiducia in Parlamento?
A noi non sta bene questo Berlusconi, quello dei pasticci, della sudditanza a Bossi. Vorremmo un Berlusconi diverso, quello che nel '94 prometteva la riforma all'americana delle istituzioni, dell' economia, della giustizia. Se tornerà quello si potrà discutere, altrimenti affonderà e peggio per lui. (da Il Gazzettino, 19 ottobre 2003)

Bene. Allora c’è una sorta di dialogo anche all’interno della maggioranza, ci sono posizioni diverse anche all’interno del centro-destra. Posizioni anche critiche.
Sarebbe un'eresia dirsi d' accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica. (da Corriere della Sera, 30 ottobre 2003 pagina 13)

Allora le chiedo, secondo lei questo clerico-fascismo si può intravedere nelle manovre di taglio a settori pubblici (come la scuola pubblica e gli enti locali) e quindi una relazione con l’allontanamento del dialogo tra PD e PDL?
È comprensibile, ma non giustificabile, il fatto che, mentre Veltroni sembra avvicinarsi all’intesa con il Pdl sulla riforma elettorale, voglia subito mostrare di allontanarsene su altri terreni. (da ilVelino.it, 2 febbraio 2009)

Sul federalismo però, un dialogo può ancora esserci, soprattutto per ottenere appoggio a sinistra per una riforma verso il presidenzialismo che la Lega fatica a digerire?
Gli amici della Lega possono stare tranquilli, Presidenzialismo e federalismo stanno benissimo insieme, e insieme assicureranno, nei tempi in cui l'una e l'altra riforma saranno approvate, un assetto istituzionale armonioso e coerente. Entro la legislatura quindi l'Italia potrà contare su una nuova architettura istituzionale, solida e funzionante. (da Agr, 21 Dicembre 2008)

Quindi si dà il via alla mitica “Devolution” fortemente voluta da Bossi.
La mitica devolution di Bossi è il nulla: la sanità è già di competenza delle Regioni, per la polizia locale non ci sono soldi, per la scuola facciamo gli esami in dialetto? (da Il Gazzettino, 19 ottobre 2003)

Certo. Perciò non crede anche lei che ci sia un‘azione di tipo propagandistica in questo tipo di manovre, soprattutto in un periodo in cui bisognerebbe rafforzare il potere economico dello stato, data la situazione di crisi economica?
L'annuncio del ministro Tremonti è importante e positivo, ed è un ulteriore passo su una linea di saggezza tenuta dal Governo, che prima ha messo al sicuro i conti dello Stato con la finanziaria triennale, poi ha adottato misure concrete per le famiglie con la manovrina di dicembre (penso, in particolare, al bonus e alla social card), e ora potenzia le risorse per gli ammortizzatori sociali" (da Apcom 18 gennaio 2009)

Non vede una contraddizione rispetto all’atteggiamento precedente di Tremonti, che prima figurava come fan del neoliberismo e adesso fa marcia indietro. Peraltro anche Berlusconi le riforme istituzionali che ha annunciato in campagna elettorale come necessarie e immediate (abolizione delle province, riduzione numero parlamentari e riduzione dei loro stipendi) sono state accantonate. Che ne dice?
Berlusconi doveva fare la grande riforma costituzionale e ci ha precipitato nel casino del proporzionale, doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate. (da Corriere della Sera, 4 febbraio 2006 pagina 8)

Quindi sarà d’accordo anche lei che bisognerebbe diffidare del trasformismo di Berlusconi.
Berlusconi é come Vanna Marchi e Tremonti é come il suo Mago do Nascimento" (da Repubblica, 31 marzo 2006)



Chi è Daniele Capezzone?

Daniele Capezzone nasce l’8 settembre del 1972
a Roma. Dopo la maturità classica si iscrive a Giurisprudenza,
ma abbandona gli studi di Legge per
continuare a tempo pieno l’attività politica.
Dal 1993 è iscritto al Partito Radicale, di cui diventa
prima responsabile all’informazione, poi segretario
nel 2001, a soli 28 anni. Fra il 2002 e il 2004, Capezzone
intraprende assieme a Marco Pannella, Rita Bernardini
e Sergio D’Elia vari scioperi della fame per
sollecitare l’approvazione di un provvedimento che
risolva la situazione di sovraffollamento carcerario.
Fra il 2004 e il 2005, si spende in prima persona per
i referendum parzialmente abrogativi della legge
40 in tema di procreazione medicalmente assistita.
Nel luglio 2004, pone in atto un altro sciopero della
fame per ottenere che si aprisse un contraddittorio
pubblico sulle reti RAI. Nel novembre 2005, viene
rieletto per la quarta volta segretario dei Radicali
Italiani e gestisce, per parte radicale, la collaborazione
con lo SDI per la costituzione di un nuovo
soggetto politico di area liberalsocialista, la Rosa nel
Pugno.
Candidatosi alle Politiche 2006, Capezzone viene
eletto nelle file della RnP alla Camera dei deputati
nella circoscrizione elettorale Sicilia I. Al V° congresso
dei Radicali nel 2006 matura un forte contrasto
con il leader storico Marco Pannella, che lo porterà
a un progressivo allontanamento dai radicali
e ponendosi in contrasto con l’allora governo di
Centrosinistra. verso la fine del 2007 si stacca definitivamente
dai radicali e plaude al neo-movimento
berlusconiano “Popolo delle Libertà. Anche se non
candidato, l’11 maggio 2008 diviene il nuovo portavoce
di Forza Italia al posto di Paolo Bonaiuti.


antonio