Contenuto
l'eleganza del riccio
di Barbey Muriel

Titolo: L' eleganza del riccio
Autore: Barbery Muriel
Prezzo di copertina € 18,00
brossura
Edizioni E/O
Il titolo è di per sé già pregno del senso, pirotecnico ordigno metaforico ancora chiuso su sé stesso. Le parole trascinano nella lettura accanita e compulsiva che, come una camera da presa Dolly, spazia dall’androne delle scale di rue de Grenelle numero 7 fino all’attico del palazzo. Due voci, due diari - uno quasi letterario e scandito da un tempo bergsnoniano, ed uno “tipografico” e diretto, scandito giorno per giorno da un tempo inesorabilmente newtoniano - si intrecciano a doppia elica per formare il DNA di questo romanzo dolce e sconvolgente, meditativo e pieno di vita, di musica, di arte, di letteratura.
A chi frequenta i testi di Husserl, la letteratura russa e Mahler (cosa che non sempre accade nella medesima persona) parrà di addentrarsi nel sottobosco della perfezione dell’anima.
Così diverse tra loro le protagoniste del romanzo, la portinaia Renée Michael e la piccola Paloma, troveranno ciascuna il proprio spazio nell’universo, uno spazio nuovo attraverso vie opposte ma tanto simili... come i contenuti medesimi di induzione e deduzione possono portarci lontano ma anche a lidi simili. Renée fugge la vita per dedicarsi ad altra vita, quella intellettuale, quella dell’amore kantianamente sublime - trincerata dietro le vestigia della portinaia inutile e misera (di qui il paragone con la bestiolina)-, distante da quello fisico che, per via della sua disarmonica estetica e della morte del marito devoto, gli è preclusa. Molti non stenteranno a riconoscersi almeno un po’ in lei e soffrire e gioire con lei, trasformando in balsami e nettari i giochi linguistici, le battute sottili su Marx e l’ideologia tedesca, le caustiche espressioni di una mente erudita e le lettere che a fuoco Tolstoj marchia nella mente.
Altri avranno forse antipatia per la presuntuosa Paloma, figlia di un ricco politico socialista (quel socialismo culturale e perbene che secondo Renée è un bizzarro svago per la borghesia), istruita, strana, cosciente della propria superiorità intellettuale rispetto non solo ai ragazzini della sua età ma anche a molti adulti. Eppure Paloma - se Renée è il filosofo “naturale” che dall’esperienza trae le sue regole - è il filosofo del metodo, alla ricerca di fatti inequivocabilmente straordinari per cui valga la pena vivere. Ella registra tutti questi fatti nei sui diari sui moti dell’anima e del corpo. La sua ricerca ha una data d’inizio ed una di termine e se non troverà prove sufficienti della bellezza della vita morirà, si ucciderà. La sua ricerca però, in ogni caso, sarà utile al lettore che con lei capirà di cosa possono nutrirsi il cuore e l’anima.
Due vie come nel Tao, una in salita ed una in discesa, una verso la morte alla ricerca della vita, una nella vita alla ricerca di un’altra vita. La via in salita e la via in discesa sono la stessa via. Proprio dall’oriente, dal Giappone, arriva la sintesi, Mr. Ozu - come il regista -, lo svincolo ferroviario attraverso il quale i due treni di vita Renée e Paloma dovranno transitare ed infine giungere in collisione.
Un romanzo di crescita, che unisce alla fluidità della penna le incursioni della logica e i piaceri per l’arte e l’estetica e che, infine, strappa anche amare lacrime, come è giusto che sia.
Leggetelo e rimarrete qualche ora, dopo l’ultima pagina, a guardare il vuoto davanti a voi a cercare una diversa risposta.
Alex.