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Ten - Pearl Jam
Aggrappati al cuore della memoria
Ten, il primo grande lavoro dei Pearl Jam. Difficile parlare di questo album: Grunge, per la provenienza, rock nell'anima, triste, per via dei testi autobiografici di Vedder. Un vero capolavoro, che consacrò il Gruppo di Seattle sull'olimpo del Grunge insieme ai Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden (I “fantastici quattro” del Grunge). Ten fu pubblicato nel 1991, ma il successo arrivò l'anno seguente, dove raggiunse il primo posto della classifica di Billboard (rimanendoci per i due anni successivi), e ottene un disco d'oro. I Pearl Jam sono la tanto attesa risposta alle preghiere di milioni di rocker, che in tutto il mondo si lamentavano di gruppi tutto glamour e niente sostanza. Quello che colpì, fu la capacità della band di mettersi completamente a nudo, attraverso testi cupi, amari, e soprattutto autobiografici, accompagnati da un suono meno ruvido del caratteristico ‘suono grunge’, ma molto più Hard-Rock anni 70. I brani contenuti in questa perla anni 90, sono piccoli racconti; racchiudono la profonda e sconcertante “realtà nascosta” di allora (e purtroppo anche di oggi), fatta di omicidi, suicidi, incomprensioni familiari, maltrattamenti, repressioni.

1. Once
2. Even Flow
3. Alive
4. Why Go
5. Black
6. Jeremy
7. Oceans
8. Porch
9. Garden
10. Deep
11. Release
L'album si divide in due momenti precisi: Il primo pieno di carica esplosiva (generata da Once, Alive, Even Flow e Why Go), dove pezzo dopo pezzo la rabbia e le grida di Vedder sono accompagnati da suoni duri, e a volte psichedelici.
La seconda parte mantiene i testi duri, melanconici, e tristi, ma lascia spazio a suoni più lenti come nella toccante Black, la splendida Jeremy e la rilassante Oceans (che è la capacità di estraniarti completamente dalla realtà).
Ten è uno degli album di cui il gruppo si dice meno soddisfatto, nonostante sia uno dei loro più grandi successi!La produzione di Rick Parashar conferisce, in effetti, a ogni traccia un suono perfetto e brillante, che in un certo senso non rispecchia l’essenzialità violenta che la band dimostra di possedere live. Parlare di brani più o meno importanti, conosciuti o no, belli o meno belli, sarebbe del tutto inutile, perché il vero punto forte di questo disco incredibile è che ogni singolo pezzo si aggrappa inesorabilmente alla memoria e al cuore, che è probabilmente il miglior metro di giudizio per qualsiasi cosa.