Orfeo, il magazine degli studenti dell'Università di Ferrara

Ancora violenza sulle donne

mafalda

Se la moratoria ONU sulla pena di morte è indubbiamente il trionfo della “civiltà”, potremmo dire altrettanto di quella sull’aborto proposta da Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano “Il Foglio”?



Il parallelismo, esposto dallo stesso Ferrara, appare superficiale poiché mette sullo stesso piano la vita di un essere umano e una speranza di vita futura, una pena capitale e l’interruzione volontaria della gravidanza. Una proposta del genere avrebbe potuto passare per inaudita ma siamo in Italia (dove avolte ritorna l’ombra dello Stato confessionale) e se non interviene Berlusconi perché non ci sono in ballo questioni economiche, interviene il Sommo Pontefice, cui competono quelle morali.
Ratzinger ha ribadito il valore della vita umana in un poco chiaro discorso che ripropone la dicotomia scienza-morale, risolvendola a favore della seconda.



Mi chiedo come possa una proposta di Ferrara scatenare un violento dibattito. Vuole mettere le mani sulla legge 194/1978, la legge che disciplina la tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria della gravidanza.
Ora, se si vuole modificare una legge, si presume che essa sia colpita da anacronismo legislativo. In Italia non e’ così: la proposta non è quella di una riforma, al contrario si propone un ritorno al passato. Non c’è progresso ma decadenza.
Livia Turco replica: “LA LEGGE 194 NON SI TOCCA. E' QUESTA UNA LEGGE CHE HA CONTRIBUITO A SCONFIGGERE L’ABORTO CLANDESTINO E A DARE ALLE DONNE TUTELE E AIUTI PER U NA MATERNITA’ CONSAPEVOLE”.



Non può la donna essere considerata mero oggetto di procreazione, non si può sopprimere la sua libertà di scelta sulla quale incidono anche le deboli garanzie istituzionali che circondano la maternità in Italia: abolire l’aborto e non incentivare la maternità - e su questo punto mi permetto di vaticinare - avrebbe il solo effetto di alimentare il mercato di aborti illegali, e il passato lo insegna.
Ogni forma di proibizionismo non sconfigge le cause di un problema, limitandosi a velarne le manifestazioni. Sarebbe dunque assolutamente auspicabile l’introdizione di politiche in difesa della gravidanza dal punto di vista degli ammortizzatori e dei servizi di assistenza in modo da contrastare l’aborto derivato dalle condizioni sociali piuttosto che vietare la libera scelta.
Ad opporsi al Vaticano c'è il Movimento di Libertà e Giustizia,il quale per contro propone al Papa la moratoria del divieto dell’uso del profilattico, divieto morale che a causa del contagio di AIDS miete ogni giorno molte più vittime.
Ratzinger che vede nell’abolizione dell’aborto il coronamento del rispetto del “carattere sacro della vita umana” dovrebbe coerentemente sponsorizzare l’uso del preservativo.
Tornando alla questione l’ipocrisia circolante negli ambienti di stampo cattolici troppo spesso va a discapito delle donne, un’ipocrisia che ignora non solo il femminismo, ma anche la parità dei sessi e soprattutto violenta il libero arbitrio.




Oriana