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R we experieced?
news from London da Sara
Londra. Puoi trovarci di tutto, quello che vuoi, quello che speri, ciò che non avresti nemmeno potuto immaginare. Soprattutto quello.
Tutto ciò che ti hanno detto su Londra moltiplicalo per 18; ora eleva alla tredicesima potenza il tuo risultato. Otterrai un’idea che solo in piccola parte si avvicina alla particolarità di questa città. Stranezze ed eccessi sono all’ordine del giorno.
E’ esilarante vedere un italiano a Londra. Lo e’ ancora di più essere italiani e vivere a Londra.Perdonate la semplice ovvietà, ma tengo a sottolineare l’importanza di ciò che significa fare una semplice passeggiata, qui, nel Paese in cui si guida dalla parte sbagliata della strada e dalla parte sbagliata della macchina!
A “discolpa” degli inglesi c’e’ da dire che cercano di venirti incontro, scrivendoti per terra “Look right” o “Look left”, cosi, invece di guardare dalla parte giusta della strada, sei talmente concentrato nel leggere e mettere in pratica ciò che ti viene suggerito, che ti dimentichi di guardare se il semaforo e’ rosso o verde.
Risultato? Rischi la vita. Doppiamente.
E i semafori. Anche quelli sono tutto un programma. Intelligenti? Si. Efficienti? Senza dubbio. Un colpo di grazia per gli stranieri? Of course!
Il semaforo e’ verde, poi diventa giallo e inizia a lampeggiare cosi tu sai che sta diventando rosso. Ti fermi. Il semaforo e’ rosso, poi diventa giallo lampeggiante cosi tu sai che sta diventando verde. Quindi ti muovi. Togli il piede dal freno e premi l’acceleratore (che per fortuna e’ rimasto a destra, almeno su quello non hanno strafatto). In questo modo si formano meno code per strada. I pedoni si velocizzano.
I ciclisti vanno come il vento. Sono i padroni della strada. Come a Ferrara.
Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che le indicazioni delle vie puoi trovarle per terra, sulle case, in basso, in alto o all’angolo, beh., trasforma la tua pazienza in meditazione zen. Anche perché e’ molto probabile che il tuo senso dell’orientamento sia rimasto al check-in dell’aeroporto. Caratteristica affascinante di questa città e’ che puoi uscire di casa senza nemmeno guardarti allo specchio. Nel senso che puoi anche vestirti al buio, cosi, a casaccio. A nessuno importerà niente se indossi una giacca color oro o delle scarpe anni ’80. Nessuno ti osserva. Nessuno ti guarda o giudica.
Sei semplicemente quello che il tuo gusto sceglie per te quel giorno.
Ci sono talmente tante cose qui, tante differenze, novità, sorprese.
Un giorno passeggiando sulla riva del Thames a Camden Town, vidi una signora di una certa età che guidava un passeggino, cosi, abbassai gli occhi, curiosa di scoprire quale fosse la nazionalità del bambino che avrei visto seduto. Vidi un cane. Nel passeggino. Nessun bambino. Solo un cane. Ma tu ci ridi. Ci devi ridere perché Londra e’ esilarante. Qui gli Italiani si riconoscono subito. Sono amati e odiati allo stesso tempo. Sarà perché andiamo in giro bardati come fossimo a passeggio in Antartide, perché sentiamo il freddo che gli inglesi nemmeno percepiscono.
Sarà perché noi la fila indiana non sappiamo nemmeno dove stia di casa, mentre qui e’ come se si costruisse naturalmente, come se gli Inglesi fossero geneticamente predisposti all’ordine.O forse e’ a causa della faccia allibita che facciamo ogni volta che mangiamo cibo inglese. Il cibo inglese. Perché? Ripeto, perché?
Sembra un miscuglio in forme di ingredienti non bene identificati, di colori mai visti, di odori che ti ingrassano al solo pensiero.
Qui a Londra, però, puoi salvare il tuo palato e dire addio per sempre al tuo peso forma. Puoi fare colazione all’italiana, pranzo indiano, cena messicana e, se digerisci anche i sassi, puoi trovare il posto giusto per un buon kebab come spuntino di mezzanotte. Tutto nel giro di poco metri. Scusate, di poche yards.
Perché qui i supermercati sono aperti 24 h su 24, i fast food e ristoranti tutto il giorno fino a tardi. Londra. Puoi sentirti libero. Puoi scegliere.Puoi sperimentare.
Una città da vivere, da raccontare. Una città che si racconta da sola.
Perché ogni giorno e’ inedito.
Sara, 23 anni, laureata in scienze della comunicazione con licenza di sognare un futuro da copywriter, è a Londra per sconfinare oltre il conosciuto, spalancando le porte all'Esperienza, preziosa fonte di creativita