Orfeo, il magazine degli studenti dell'Università di Ferrara

IL VIANDANTE E IL CUBO



di Andrea B.

Esiste un pianeta molto lontano da noi a forma di cubo. Un cubo però vivo, la cui superficie è composta da sostanze liquide di tre colori differenti tra loro, la cui vischiosità ricorda quella dell'olio. Una è nera, una verde fosforescente e l'altra è verde scura. Queste tre sostanze non ricoprono solo la superficie ma ne costituiscono pure il nucleo e danno forma a bolle, strisce e altre forme curvilinee. Nessuno sa chi l'abbia creato o da dove venga, ma questo cubo vaga nello spazio, senza alcun bisogno di una stella che lo illumini. Non soffre inoltre di alcuna attrazione gravitazionale da parte degli altri corpi. Durante il suo viaggio un esploratore solitario incontra nel vuoto cosmico questo cubo. La sua superficie lo affascina: è una superficie che cambia continuamente forma a causa del lento, ma continuo scorrere dei tre liquidi dai colori accesi e netti. Il nostro viandante è sia attratto che terrorizzato da questo oggetto, grande come un pianeta, completamente liquido e organico. Il nostro viandante ha difatti come la sensazione di trovarsi dinnanzi a una grande forma di vita, la stessa sensazione che noi proviamo dinanzi a ogni essere organico e che non proviamo dinnanzi all'inorganico. Altra cosa però che lo meraviglia è la forma perfetta e priva di irregolarità della Cosa. Le stesse tre sostanze, anche se sempre in continuo movimento tra l'interno e la superficie, non portano mai il cubo a smettere di avere una forma cubica. Il viandante arriva a supporre che qualcosa, un qualche sistema di controllo al centro del cubo, una sorta di sistema di gravità artificiale, stia alla base della compattezza dell'oggetto; altrimenti i liquidi si sarebbero già dispersi nello spazio. Un'altra parte di se stesso arriva a supporre, in concomitanza con un breve brivido, invece, che il cubo sia un organismo a tutti gli effetti e che le tre sostanze sempre in movimento ne permettano l'esistenza. Il nostro esploratore si sente più portato a dare ragione alla prima teoria e a scartare la seconda, anche se le sue gambe tremano e il suo stomaco è in subbuglio. É combattuto. Si chiede se sbarcare oppure no. Il suo pensiero, sotto spinta del suo cuore, lo sprona, cerca di convincerlo a recarsi nel centro del pianeta. Più in basso domina il terrore. Curiosità e terrore lo tranciano. In profondità egli sa bene che quella cosa è viva, ma tanto forte è la volontà di sapere e di entrare a contatto con questo oggetto che la sua mente vuole che sia vera la prima teoria. Ecco dunque che il nostro personaggio fa una scelta: esplorare il cubo per cercare quello stabilizzatore immaginato dalla sua ragione. Ma prima di far ciò il viandante dello spazio lancia, spinto dalla sua avvedutezza, una sonda sul cubo, anche se forte è la voglia di un contatto diretto. Comunque la sonda parte. Atterra sul “pianeta”, precisamente sulla striscia nera, ma senza affondarvi dentro. Rimane solo come incollato al liquido vischioso. É come se il Cubo respingesse la sonda e la tenesse solo sopra di sé. Ma una cosa stupisce il viandante:il grande Cubo non esercita alcuna forza gravitazionale intorno a sé, nonostante la sua massa. Che cosa strana. Sembra quasi che la sonda rimanga attaccata al cubo per l'appiccicosità del liquido. Mmm. Il nostro viandante decide allora di procedere a distanza, ordinandole, attraverso il computer di bordo, la penetrazione del cubo. Eccitato al basso intestino per un breve istante l'esploratore assiste dalla sua nave alla perforazione del cubo da parte di una protuberanza meccanica uscita dalla sonda. Ma proprio in questo stesso momento avviene una reazione nel cubo. L'intera sonda viene inghiottita dal liquido nero. Il viandante passa subito dall'eccitazione allo stupore. Il cubo ha un leggero sussulto,una leggera ondulazione della superficie. L'esploratore frena subito il suo stupore con una supposizione: probabilmente l'assorbimento del piccolo oggetto deve avere aumentato di pochissimo la massa del cubo, con conseguente cambiamento leggerissimo della sua forma cuboidale. Si parla ovviamente di cifre irrisorie, pensa lui. La sonda continua comunque a mandare segnali all'astronave. Ora il viandante può analizzare l'interno e la composizione chimica del grande oggetto. Egli nota però la mancanza di emissioni elettromagnetiche, o di qualsiasi forma d'energia nella Cosa. Un piccolo tremore lo soprassale, tremore subito sedato dalla sua razionalità e da una leggera scossa a occhi chiusi del capo: "no, deve trattarsi di qualche energia strana che i miei strumenti non captano". Però parallelamente a questo pensiero tranquillizzante ne sbuca fuori uno inquietante dal cuore: "ma chi sarebbe comunque il creatore di una simile tecnologia" e in concomitanza con un tremore stomacale sopraggiunge un pensiero angosciante "e se il cubo non fosse stato creato ma fosse vivo..." ma ecco di nuovo riprendere il controllo la cieca ragione: "no no! Non può essere. E poi che senso ha fare simili supposizioni sciocche in mancanza di dati empirici!" ma proprio in quel momento, dallo schermo escono strane immagini. La sonda sta subendo un cambiamento. Il liquido nero sta perforandone la copertura metallica assai resistente! Il liquido nero sta entrando nella sonda!Inoltre gli ultimi dati di esame strutturale da parte della sonda davano un riscontro negativo riguardo alla composizione della sostanza! La sonda non può accedere al liquido vischioso! Non se ne può sapere la composizione! É come un tutt'uno, non frammentato in atomi! Un tutt'uno pure aggressivo e dotato di vita, dato ciò che sta facendo allo strumento meccanico! Il viandante dello spazio sbaraglia gli occhi e s’alza di scatto dal suo scrano. Il terrore prende per un momento possesso di lui. Ma ecco tornare la curiosità a stabilizzare i suoi nervi e a farlo pensare: "ma che sto facendo? Mi trovo di fronte a qualcosa di sbalorditivo e l'unica cosa che so fare è prendere paura! Controllo! Forse anche la sostanza è curiosa! Oppure....va beh non pensiamoci" una piccola voce concomitante con un nodo alla gola gli consiglia a intermittenza di scappare! Ma ecco dal cuore sopraggiungere il coraggio: "No! Devo scoprire! Devo sapere chi o cosa è!" Il fervore ora prende possesso della sua persona. Con risolutezza l'esploratore si siede e osserva gli ultimi istanti di energia della sonda. Gli ultimi dati segnalano come una sorta di risucchio di energia e dati. Il liquido era dunque interessato a ciò. Ma ecco che il liquido entra nel circuito che gestisce le trasmissioni alla nave. Lo schermo proietta qualcosa di strano. Non più dati o immagini della sostanza, ma qualcosa di indescrivibile . Anche il sonoro è qualcosa di indescrivibile. Ora sì che il viandante rimase per più momenti in uno stato di paralisi psicofisica. La paura si è impadronita di lui. Versi strani, immagini altrettanto strane, escono dal suo computer.

Il viandante dello spazio viene svegliato da una piccola emozione, una scintilla, provenutagli dal cuore. L'esploratore inizia allora a guardarsi intorno sbigottito e perso! Si alza per andare in bagno al fine di sciacquarsi la faccia, e darsi così una risvegliata. Ma ecco che guardandosi allo specchio sopra il lavandino nota una ciocca di capelli bianchi sopra la sua fronte. Poi si accorge che il suo orecchio fischia già da tempo con forza. Prova a dire qualcosa a voce alta, ma non sente alcunché. Torna poi verso schermo del computer di bordo, sul quale non si era soffermato appena dopo il risveglio: è spento. Mentre si guarda intorno, come a cercare una risposta, dirige casualmente (oppure no?) lo sguardo verso le parete trasparenti dell'astronave, che danno verso il cubo. Ed ecco che sbalordito vede che il cubo non è più un cubo! I colori stanno come tentando di separarsi l'uno dall'altro. É uno spettacolo stranissimo! Il verde scuro e il verde chiaro sembrano quasi tentare di sfuggire, mentre il nero prova ad avvolgerli! Immaginatevi un’immensa sostanza vischiosa, in parte ancora intricata con le altre, cercare di dominare queste ultime. Sembra una lotta tra un predatore e due prede. Tutta la scena rappresenta una sfida a qualsiasi legge sulla gravità e sull'incapacità di forme organiche di vivere nel vuoto! Paura,stupore e fascino sono presenti contemporaneamente nel viandante attonito ed esaltato. Comunque la lotta esclude un’assimilazione di verde scuro e chiaro da parte di Nero, poiché la loro vischiosità impedisce teoricamente ciò. Nero piuttosto prova come ad accerchiare gli altri due, i quali, ora del tutto svincolatisi fra loro, appaiono come due serpentoni a più code e più teste in fuga nello spazio. E stavano andando proprio in direzione dell'astronave! Anche con tutta la prontezza del momento, l'esploratore non sarebbe mai riuscito a metterla in marcia e a darsela a gambe! Ecco dunque prendere dominio di lui un misto di accettazione della morte e, stranamente, senso di colpa. Ma proprio poco prima che le due sostanze lo travolga, il Nero le agguanta e le avvolge. Dopo molti sommovimenti, dovuti agli ultimi tentativi di resistenza da parte delle prede da una parte e dagli ultimi atti di forza del predatore dall'altra, ciò dinnanzi a cui si trova il viandante è una grande sfera Nera in superficie e verde chiara e verde scura all'interno. Qualcosa di mai visto è appena avvenuto! Ora il viandante è seduto è sta chino su se stesso e tiene il volto sulle mani. Sta contemporaneamente piangendo e ridendo, preso com'è da gioia e senso di colpa. E nello stesso tempo dice sghignazzando e singhiozzando, alternatamene, due frasi diverse: "sono vivo!" ,"cosa ho fatto?", "sono vivo!", "cosa ho fatto?", "sono vivo!", "cosa ho fatto?".......


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