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Goldberg
Questa estate c’erano le olimpiadi in televisione e in concomitanza dell’evento anche a Pechino.
Io da piccolo non facevo né sport, né mi facevano suonare uno strumento. Nelle scuole che ho praticato bastava non infilarsi il dito nel naso fino a farsi sanguinare per avere dei voti decenti. I compagni di classe non li dovevo frequentare perchè vivevano nelle case popolari, motivo per il quale sicuramente avevano genitori deplorevoli.
Come diceva sempre mia madre: “Sono drogati quelli la, i genitori spacciano. Se ti trovo a giocarci ti rompo le costruzioni!”. Non lo faceva veramente ma mi faceva sparire le istruzioni: il castello diventava una lavatrice. Funzionante.
Perciò avevo un sacco di tempo libero ed ho passato interi pomeriggi giocando con i lego davanti alla televisione in cucina, oppure al parco giochi ad aspettare amichetti che tornassero dagli impegni del pomeriggio.
Non riesco quindi ad appassionarmi alle Olimpiadi, soprattutto da quando ho capito da solo che la lotta nel fango femminile non era veramente inclusa tra le gare. Disdetta.
I miei amici acquisirono fisici scultorei da nuotatori e abilità musicali ai bonghi, mentre io facevo morire dopo incredibili battaglie tra la donna lego e l’albero verde lego, il postino lego, la cui anima lego però si riversava in un robot lego, il quale poi sarebbe morto ugualmente con addii al rallenti. Alla straziante scena assisteva ammutolito il San Giuseppe rubato dal Presepio in terracotta della mia bisnonna, che fino all'arrivo delle rondini ci si dimenticava di smontare.
I re magi dovevano procedere ogni giorno verso la capanna, e in 45 cm di superficie alti 15 cm, erano abbastanza ridicoli nel fingere stupore una volta arrivati alla capanna il 6 gennaio, capanna che già vedevano grazie alle lucette intermittenti fin dal primo di dicembre dell'anno prima. La neve finta sul tetto della capanna ho sempre intuito fosse facile da spruzzare ma filologicamente non corretta.
Non saprei in ogni caso quale sport seguire alle Olimpiadi in televisione. Il palinsesto è complicatissimo e sfocia negli orari del mio sonno, a meno di non dover seguire la mattina qualche asta su eBay per comprare un apparecchio per la filodiffusione. Quando fanno la pallavolo femminile? Amo le pallavoliste, mentre le nuotatrici mi fanno paura perché troppo grosse.
Ciononostante ho altre passioni, ad esempio ancora non riesco a pensare a Beautiful senza un misto di sofferenza. Ogni volta che sfogliando i giornali dal barbiere Carmelo, qualche articolo parla della fortunata telenovela mi si strige penosamente il cuore.
Smisi di guardarlo più di 8 anni fa. L'appuntamento era giornaliero e fingevo di accendere la televisione per farlo vedere a mia nonna, ma invece ero io il primo interessato a quelle assurde storie da scene da un matrimonio in salsa californiana. La nonna mi osservava annoiata con religioso biasimo.
Avere perso il filo della storia da così tanti anni, a meno di struggenti momenti in cui sono tornato a vederlo dal divano sfondato dell’appartamento universitario (con il sottofondo di un film porno per dissimulare) mi lascia uno strano senso di malinconia. Non ne so il motivo, ma avere perso la consuetudine di una innocua abitudine ha semplicemente un effetto destabilizzante, come se alle elementari la maestra fosse andata in pensione prima di essere arrivati alla lettera Z dopo averne spiegata una a settimana.
Io (da bambino): “P! P?”
Maestra nuova: “Vai al bagno, ma lascia stare la Maria.”
Io (sempre da bambino): “No, P e poi? E poi? Come va a finire?”
Maestra nuova: “Niente, P e basta! tagli al programma. Giochiamo a palla avvelenata.”
Io (nel presente): “P e poi?”
Senior manager: “Ma lei e' sicuro di volere questo posto da Finacial Consultant?”
Io (nel presente): “Si, certo, con le maiuscole, ma dopo la P? Me lo dica?”
Senior manager: “Q, ma si tolga la mia penna dal naso.”
Io (nel presente): “Metto la mia, ce l’ho nel taschino.”
Ogni tanto cerco di riallacciare le complesse trame della vicenda leggendo riassunti di puntate precedenti e anteprime di puntate future da miseri riquadri su giornaletti come "Donna biologica" oppure "Vivere yogurt".
Mi sono ripromesso, prima della tarda senilità della pace dei sensi, di trovare in tutte le vecchie puntate dal 2000 in avanti, prendermi un anno sabbatico e visionarle tutte una dopo l'altra: fino ad arrivare pienamente aggiornato sui rocamboleschi sviluppi all'ultimo episodio del giorno stesso.
Il giorno dopo, pranzo soddisfatto poi mi siedo davanti al televisore, paziento per 12 minuti di televendite di materassi e finalmente guardo il nuovo episodio da spettatore consapevole e informato dei fatti. Sono disoccupato? Senza morosa né figli, a differenza di tutti i miei amici su Facebook? Che importa!
Ora si che la vita sarà piena di gioia.
Il giorno dopo aeroplano per Los Angeles, uccido tutto il cast per terminare la rincorsa.
Appena tornato mi telefona un mio amico: “Wow la California, è il mio sogno, un giorno ci voglio assolutamente andare. Beato te”.
Click, comunicazione interrotta, continuo a guardare fuori dalla porta a vetri.
Un bambino viene a suonarmi, il 5 gennaio dell'Anno Nuovo Di Nostro Signore. “Buon anno!” Io, “Ma che sei scemo sono passati 4 giorni dal capodanno”. Il bambinetto, “Si, lo so, ma mi sono ripreso ora dalle droghe leggere del veglione, abbia pazienza, buon anno!”
Incominciamo bene. E prosegue non meglio.
Andando di corsa in bici, mi scontro contro una signora in bicicletta. La collisione avviene al rallentatore perché i freni di entrambi sono usurati e privo del grintoso attrito a loro richiesto.
Fermi, scontro avvenuto, elaboriamo l’incidente:
Io: “Mi scusi signora ho un problema...”
Signora: “Si, si vede!”
Io: “…ai freni, intendo che ho un problema ai freni, non io.”
Signora: “Si, certo e il resto tutto a posto vero? Per chi mi ha presa? Se continua a dire che sta bene chiamo la polizia.”
Io: “Scusi vado a casa.”
Signora: “Nessuno la aspetta.”
Io: “Nessuno mi aspetta.”
Signora: "Lei paga le donne?”
Non pago le donne, ma ho amici che lo fanno. Se paghi una donna, lei deve fare quello che le chiedi, senza potersi tirare indietro. È questo il motivo per la quale la si paga. “Risolvimi il sudoku livello 12!” Lei si mette li paziente e prova scrivendo in numeri in piccolo nelle caselle, si passa la matita sulle labbra quando pensa e la gomma umida le viene d'aiuto quando sbaglia. Due ore e il diagramma è risolto. Se hai pagato in anticipo si riveste e se ne va.
Che sia reato non lo so, ma sicuramente la donna la stai pagando e anche bene.
Io godo nel vedere donne che riparano videoregistratori. Meglio se in formato Beta: ci sono siti internet specializzati. Vengono a casa, incastro una banana nella fessura, e loro li ad armeggiare per riparare l’apparecchio. 45 minuti e tutto è finito, ma siccome sono generoso pago l’ora intera.
Ci sono problemi più grandi al Mondo? Vi sfido a trovarli. Uno ad esempio: Bach come faceva a sapere che le Goldberg sarebbero state tutte dentro un singolo cd?
Paolo Franchini
"mailto:franchini@fe.infn.it" franchini@fe.infn.it
http://paolofranchini.blogspot.com